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	<title>Caregiver Familiare &#187; Articoli dalla rete</title>
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	<description>Per le famiglie italiane che si prendono cura del proprio anziano</description>
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		<title>PNRR e non autosufficienza: perché non basta dire che “i vecchi stanno bene a casa loro”</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2021 13:49:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nostro Paese vive un grave ritardo strutturale sia sul versante dei servizi per la non autosufficienza, in particolare per la domiciliarità, sia sul riconoscimento del ruolo cruciale svolto dalle e dai caregiver informali nell’assistenza a lungo termine a persone care disabili o non autosufficienti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page_title" style="color: #222222;">
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<p class="h2" style="font-weight: 400; color: inherit;">Il nostro Paese vive <span style="font-weight: 600;">un grave ritardo strutturale sia sul versante dei servizi per la non autosufficienza, in particolare per la domiciliarità, sia sul riconoscimento del ruolo cruciale svolto dalle e dai caregiver informali nell’assistenza a lungo termine a persone care disabili o non autosufficienti.</span></p>
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<article id="post-8652" class="post-8652 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-in-primo-piano category-societa-dellinvecchiamento">
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<p style="color: #222222;">A fianco di un<span style="font-weight: 600;"> necessario riconoscimento giuridico del ruolo di caregiver familiare </span>come componente di un nuovo assetto di welfare e portatore di specifici diritti, <span style="font-weight: 600;">il PNRR è una opportunità storica per effettuare gli investimenti materiali ed immateriali necessari a sostenere una nuova domiciliarità. </span>Una domiciliarità in grado di rispondere alle esigenze della persona che necessita di assistenza e nel contempo di chi come caregiver, nel contesto domiciliare, offre supporto alla vita quotidiana con un pesante impatto sulle proprie aspettative personali, di lavoro, di relazioni. Il riconoscimento che è stato dato nel “Next Generation EU” e successivamente nel PNRR alle tematiche dell’inclusione come condizione per uno sviluppo sostenibile, ha acceso una serie di considerazioni e proposte di impiego delle risorse da parte di organizzazioni no profit, ricercatori e soggetti del terzo settore. <a style="color: #11729f;" href="http://www.vita.it/it/article/2021/05/27/il-ministro-orlando-firma-il-decreto-di-nomina-per-il-gruppo-sulla-non/159501/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Contestualmente diversi Ministeri hanno promosso l’attivazione di “tavoli” costituiti da gruppi di esperti.</a> In questo quadro qui si esprimono, nella maggior sintesi possibile, alcune considerazioni frutto di esperienze sul campo, di ascolto costante dei bisogni e di confronto con caregiver familiari, operatori, istituzioni, nonché con partner operanti in altri paesi europei.</p>
<p style="color: #222222;"><em>Lalla Golfarelli e Loredana Ligabue (CARER APS)</em></p>
<p style="color: #222222;"><em>Federico Boccaletti (ANZIANI E NON SOLO scs)</em></p>
<p style="color: #222222;"><span style="font-weight: 600;">Leggi l’articolo completo su: <a href="http://www.vita.it/it/article/2021/08/24/pnrr-e-non-autosufficienza-perche-non-basta-dire-che-i-vecchi-stanno-b/160238/" target="_blank">http://www.vita.it/it/article/2021/08/24/pnrr-e-non-autosufficienza-perche-non-basta-dire-che-i-vecchi-stanno-b/160238/</a></span></p>
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		<title>Associazione CARER</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 16:30:02 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Articoli dalla rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa inviatoci dall'associazione CARER APS - Associazione caregiver familiare Emilia-Romagna]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione di emergenza determinata da Covid 19 ha impattato e impatta su tutta la popolazione e le famiglie, ma i suoi effetti sono stati particolarmente devastanti ove già erano presenti condizioni di fragilità, disabilità, non autosufficienza e ove l’assistenza era già pesantemente a carico del caregiver familiare.</p>
<p>In tali contesti la fatica e lo stress del caregiver, già “cronicamente” presenti, sono stati amplificati dal venir meno di servizi di assistenza quali i centri diurni ed i laboratori occupazionali. In tale ambito ha preso corpo l’emendamento al Disegno di Legge Rilancio &#8211; a firma dell’On. Lisa Noja (IV) , Elena Carnevali (PD), Massimo Enrico Baroni (5 Stelle) &#8211; approvato in Commissione Bilancio della Camera venerdì 3 luglio.</p>
<p>Tale emendamento riconosce i servizi di cui all’art 22 comma 4 delle Legge 328/2000 (servizio sociale professionale e segretariato sociale per informazione e consulenza al singolo e ai nuclei familiari, servizio di pronto intervento sociale per situazioni di emergenza personale o familiare, assistenza domiciliare, strutture residenziali e semiresidenziali per soggetti con fragilità sociale,<br />
centri di accoglienza residenziali o diurni a carattere comunitario), quali servizi pubblici essenziali in quanto volti a a garantire il godimento di diritti alla persona costituzionalmente tutelati.</p>
<p>Diritti quindi, e relativi servizi, non sospendibili in situazioni di emergenza quali il lockdown. CARER-Associazione dei Caregiver Familiari dell’Emilia Romagna-considera l’approvazione di tale emendamento un evento di grande rilievo nel percorso di riconoscimento dei diritti di chicome le persone disabili o non autosufficienti- necessita di assistenza e di chi assolve compiti di cura in ambito familiare.</p>
<p>In tale ottica ritiene essenziale che si riprenda, accelerandolo e rimarcando l’importanza dei servizi per la persona assistita e per la conciliazione del caregiver familiare, l’iter legislativa inerente il DdL 1461 sul riconoscimento e la valorizzazione del caregiver familiare. L’emergenza COVID 19 ha dimostrato l’assoluta urgenza di riconoscere il ruolo di cura familiare, di garantire i servizi per le persona disabili e non autosufficienti, di investire su servizi a sostegno della domiciliarità, della conciliazione, dell’alfabetizzazione digitale. Su tali obiettivi l’Associazione ribadisce il fermo intento di agire e supportare l’azione<br />
parlamentare e di governo.</p>
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		<title>VERSO UNA NUOVA DOMICILIARITÀ: NE PARLA ANZIANI E NON SOLO AD EXPOSANITÀ</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2018 13:41:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Articoli dalla rete]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ambienti di vita assistiti e tecnologie a sostegno della qualità di vita e assistenza alla persona anziana: se ne parla ad Exposanità giovedì 19 aprile ore 9.30. All’evento sono stati riconosciuti dall’Ordine degli Assistenti Sociali Emilia-Romagna, 3 crediti formativi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Verso una nuova domiciliarità: ambienti di vita assistiti e tecnologie a sostegno della qualità di vita e assistenza alla persona anziana: se ne parla ad Exposanità giovedì 19 aprile ore 9.30. Bologna c/o Exposanità, Quartiere Fieristico Sala Mozart – pad. 20 corsia B. All’evento sono stati riconosciuti dall’Ordine degli Assistenti Sociali Emilia-Romagna, 3 crediti formativi.</p>
<p>La dinamica demografica &#8211; caratterizzata dall’aumento esponenziale della popolazione anziana, dalla crescita di condizioni di fragilità, di patologie croniche, di progressiva non autosufficienza in funzioni di vita quotidiana- ha comportato un profondo cambiamento dei bisogni assistenziali.</p>
<p>In Italia ben un anziano su due soffre di almeno una malattia cronica grave o è multicronico ( con quote tra gli ultraottantenni rispettivamente di 59% e 64%) ed il 23,1% degli anziani ha gravi limitazioni motorie. La grave riduzione di autonomia personale riguarda oltre un anziano su dieci. (Fonte:ISTAT)</p>
<p>La crescita di domanda di cura  non si esprime in mera necessità di più servizi:  richiede  una organica integrazione tra ospedale  e territorio, tra servizi domiciliari e residenziali, tra cure familiari e cure professionali, nonché una maggiore differenziazione e personalizzazione nella cura e nelle cure favorendo altresì  il più possibile la permanenza  della persona anziana nel proprio contesto di vita.<br />
Le tecnologie possono  essere  fattore critico non solo  per monitorare lo stato di salute e l’empowerment del paziente, per consentire lo scambio di informazioni tra caregiver informali  e  operatori professionali, ma anche per favorire l’invecchiamento attivo,  il sostegno alle abilità residue, a  forme di vita indipendente  e di inclusione/integrazione nella comunità.<br />
In questi anni le tecnologie assistive, la telemedicina a supporto della deospedalizzazione,  i servizi di assistenza in remoto, la robotica, le tecnologie touch screen post-computer, l’e-learning, le applicazioni user friendly, ….hanno registrato enormi sviluppi in termini  non solo di ricerca, ma anche di sperimentazione, favorendo un sostanziale abbattimento di costi, una crescente personalizzazione delle soluzioni ed una loro integrazione.<br />
D’altro lato si è diffusa un’alfabetizzazione digitale che già oggi interessa percentuali significative di over 65 enni e che induce a presupporre  che gli anziani di domani avranno sempre maggiore dimestichezza con la tecnologia. </p>
<p>Questi cambiamenti come stanno impattando nella vita reale delle persone, nei sistemi di cura e di cure?<br />
Obiettivo dell’evento è sviluppare un focus  da un lato sulle soluzioni tecnologiche in grado di favorire  la vita autonoma, di supportare  l’assistenza e la cura a lungo termine al domicilio, la connessione della persona anziana e del caregiver con la rete dei servizi territoriali; dall’altro di favorire un confronto tra decisori pubblici ed operatori in merito agli aspetti organizzativi e funzionali ostacolanti o facilitanti la loro introduzione.</p>
<p>L’iniziativa è organizzata da <strong>Anziani e non solo scs</strong> in collaborazione con <strong><a href="http://www.exposanita.it/en/" target="_blank">Exposanità</a></strong> e si avvale del patrocinio della <strong><a href="https://www.regione.emilia-romagna.it/" target="_blank">Regione Emilia Romagna</a></strong> e di <strong><a href="http://www.associazionecarer.it/" target="_blank">CARER – Associazione Caregiver Familiari Emilia Romagna</a></strong>.  </p>
<p><strong>Molteplici i relatori:</strong></p>
<p>- Filippo Cavallo (Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna) farà il punto sulla applicabilità concreta di ambienti assistiti, tecnologie ICT e robotica nel contesto domiciliare;<br />
-Loredana Ligabue (Anziani e non solo soc.coop.soc.) illustrerà buone pratiche europee di servizi pubblici di telemonitoraggio e teleassistenza alle persone anziane;<br />
-Lorena Rossi (Laboratorio di bioinformatica, bioingegneria e domotica dell’INRCA) illustrerà lo stato dell’arte nel monitoraggio domiciliare di persone affette da demenza;<br />
-Licia Boccaletti presenterà esperienze di E-learning e applicazioni per la formazione, l’inclusione e l’empowerment dei caregiver.<br />
Seguirà una tavola rotonda tra Antonio Brambilla (Res.le Servizio Assistenza Territoriale della Regione Emilia Romagna), Silvio Fedrigotti (Direttore Dipartimento salute e solidarietà sociale delle Provincia Autonoma di Trento), M.Luisa Gallinotti (Dirigente del Dipartimento salute  e politiche sociali della Regione Liguria) sul tema : ridefinire i servizi per la domiciliarità inglobando le tecnologie.</p>
<p>I lavori saranno presieduti da  Licia Kyriakoula Petropulacos, Direttore generale sanità e politiche sociali della Regione Emilia Romagna.</p>
<p><strong>Iscrizioni chiuse</strong></p>
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		<title>Caregiver, un’esperienza che fa scuola</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jun 2017 14:50:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Articoli dalla rete]]></category>
		<category><![CDATA[Caregiver Day]]></category>

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		<description><![CDATA[Carpi, città-laboratorio sul tema caregiver,  grazie anche al crescente interesse dei media nazionali per le attività promosse e organizzate – con il costante sostegno dell’Unione delle Terre d’Argine – dalla cooperativa sociale Anziani e non solo. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Che Carpi sia città-laboratorio sul tema caregiver ormai è noto a molti, grazie anche al crescente interesse dei media nazionali per le attività promosse e organizzate – con il costante sostegno dell’Unione delle Terre d’Argine – dalla cooperativa sociale Anziani e non solo. Ma forse pochi sanno come il nostro territorio sia arrivato a essere la culla delle iniziative a favore dei caregiver, ossia di chi per ragioni affettive assiste (‘dà cura a’) persone non autosufficienti.</p>
<p>Infatti, se oggi l’Emilia-Romagna ha una legge regionale – prima in Italia – e se il Parlamento sta lavorando a una legge quadro, è perché nel 2009 Anziani e non solo, con il sostegno dell’amministrazione comunale di Carpi, organizzò un primo corso destinato ai familiari: “<em>sulla<br />
base dell’esperienza fatta e guardando a buone pratiche britanniche – racconta la direttrice di Anziani e non solo Loredana Ligabue – realizzammo un progetto europeo mirato sulla questione dei caregiver</em>”.</p>
<p>Nacque così, nel 2011, il primo Caregiver Day, cui fu invitata Madleine Starr, dell’organizzazione inglese Carer Uk. Condivisa l’importanza del fenomeno – si stima siano 3,5 milioni in Italia coloro che si prendono cura di un familiare – s&#8217;iniziò a pensare a una normativa regionale: cominciò l’allora consigliera Palma Costi, presentando una risoluzione; si continuò il lavoro con Paola Marani, che depositò la proposta. Il Consiglio regionale approvò così la legge numero 2 del 2014, intitolata Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare<br />
(persona che presta volontariamente cura e assistenza). Lo scioglimento anticipato dell’Assemblea legislativa regionale ha rallentato un po&#8217; l’iter, ora concluso con le linee attuative, presentate dalla VicePresidente della Giunta Elisabetta Gualmini, proprio nell’ambito del Caregiver Day il 19 maggio scorso.</p>
<p>Questa legge è diventata l’esempio virtuoso da cui muovono sia i testi di altre regioni, sia le proposte presentate dal Pd, primi firmatari, rispettivamente, il modenese Patriarca alla Camera e il sardo Angioni al Senato.</p>
<p>Nel frattempo il Caregiver Day-Mi prendo cura di te è cresciuto per contenuti e collaborazioni: nel 2017 è arrivato alla settima edizione, e non dura più un giorno ma per quasi tutto il mese di maggio ormai, coinvolgendo oltre all&#8217;Unione dei Comuni anche la Regione, l&#8217;Azienda Usl e il Carer per proporre convegni, corsi di formazione, incontri, proiezioni – tutti gratuiti – in vista dell’ultimo sabato di maggio, che la<br />
legge emiliano-romagnola ha individuato come Giornata regionale del caregiver, e che è il giorno del convegno principale.</p>
<p>“Carpi e l’Unione delle Terre d’Argine – spiega Alberto Bellelli, assessore alle Politiche sociali dell’ente associato &#8211; in questa nuova frontiera del welfare hanno giocato e giocheranno sempre di più un ruolo di primo piano, investendo non solo risorse economiche ma anche dando vita a nuovi percorsi e nuove professionalità, che in una società che invecchia non potranno che dare adeguato sostegno a chi interverrà in futuro in ambito pubblico e privato nel campo dei servizi sociali ed assistenziali”. </p>
<p><b>Fonte: Carpicittà Giugno 2017</b></p>
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		<title>Loredana Ligabue: &#8220;Caregiver in Emilia-Romagna, i punti di forza della legge&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 May 2017 16:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli dalla rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Loredana Ligabue, direttrice della cooperativa "Anziani e non solo" di Carpi e segretaria dell’associazione CARER che raccoglie i caregiver dell’Emilia-Romagna, alla vigilia del convegno in cui verranno illustrate le linee guida per l’attuazione della legge regionale che riconosce e valorizza i caregiver familiari]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervista a Loredana Ligabue, direttrice della cooperativa &#8220;Anziani e non solo&#8221; di Carpi e segretaria dell’associazione CARER che raccoglie i caregiver dell’Emilia-Romagna, alla vigilia del convegno in cui verranno illustrate le linee guida per l’attuazione della legge regionale che riconosce e valorizza i caregiver familiari.</em></p>
<p><strong>Loredana Ligabue: &#8220;Caregiver in Emilia-Romagna, i punti di forza della legge&#8221;</strong><br />
Il suo nome è legato strettamente alla legge regionale che l’Emilia-Romagna – prima in Italia – ha approvato nel 2014 per il riconoscimento dell’attività di cura e di assistenza all’interno delle famiglie nei confronti di persone malate, disabili o anziane. Loredana Ligabue, direttrice della cooperativa carpigiana “Anziani e non solo” e segretaria dell’associazione CARER, oltre che ispiratrice della LR 2/2014,  è tra quanti si battono per un riconoscimento nazionale attraverso la legge quadro attualmente all’esame della Commissione Lavoro del Senato. L’abbiamo intervistata alla vigilia dell’importante convegno in programma venerdì 19 maggio in Regione (ore 9, viale Aldo Moro 30, Bologna) in cui verranno illustrate le linee guida per l’attuazione della legge regionale 2/2014 sul riconoscimento e la valorizzazione del caregiver familiare.</p>
<p>Chiariamo innanzitutto chi è il caregiver e qual è il suo ruolo, visto che il termine inglese non è d’immediata comprensione per tutti.</p>
<p>“Il caregiver familiare è un componente della famiglia o un amico convivente che si prende cura di un altro componente che ha bisogno di supporto per le funzioni di vita quotidiane. E’ una realtà ancora difficile da percepire, anche perché il linguaggio non aiuta. Per questo è una figura che ha necessità di riconoscimento giuridico, cosa che la Regione Emilia-Romagna ha fatto per prima”.</p>
<p><strong>Quanti sono i caregiver in Italia e nella nostra regione?</strong></p>
<p>“Si può parlare solo di dati stimati. Partendo da un’indagine Istat sulle problematiche della conciliazione, si ritiene che in Italia i caregiver siano 3,3 milioni. In Emilia-Romagna sono 289.000, circa il dieci per cento del totale nazionale, ma il dato è certamente sottostimato. Si consideri poi che nella nostra regione i caregiver che sono anche lavoratori fuori casa raggiungono circa il 40 per cento, una realtà importante di cui occorre avere presente l’impegno gravoso”.</p>
<p>Da un lato c’è la solitudine percepita dal caregiver nel lavoro di cura e dall’altro c’è il rapporto simbiotico che si viene a creare tra chi assiste e chi viene assistito. Quali sono le possibili soluzioni a due tra i principali problemi di chi vive questa situazione?</p>
<p>“Per quanto riguarda la solitudine del caregiver sono molto importanti il sostegno e l’empatia tra colleghi, la possibilità di avere aiuto e consigli da chi vive nella stessa situazione. La simbiosi con il malato è quasi inevitabile, ma porta allo svuotamento del caregiver, che mediamente svolge ogni giorno sette ore di assistenza diretta e undici di assistenza indiretta. La sofferenza psicologica è molto forte. Dal 2011, quando è stata realizzata la prima edizione del Caregiver Day, a oggi attraverso il confronto tra famiglie, associazioni ed enti abbiamo cercato di dare risposte a questi problemi. Dopo l’approvazione della legge in Emilia-Romagna, altre Regioni hanno cominciato a muoversi nella stessa direzione. Ora però occorre un elemento di riferimento normativo a livello nazionale ed europeo per continuare a lottare sul versante dei diritti”.</p>
<p>Molti caregiver sono giovani e giovanissimi, anche minori. Che cosa si può fare per loro?<strong><br />
</strong><br />
“Sì, si calcola siano 169.000 in Italia e 14.000 in Emilia-Romagna i giovani tra i i 15 e i 24 anni che si prendono cura di un nonno infermo, di un fratello disabile o anche di un genitore tossicodipendente. Mediamente un ragazzo su dieci è impegnato in una dimensione di cura e, tra questi, per due su dieci l’impegno è molto pesante. Con il coinvolgimento dell’Ufficio scolastico regionale abbiamo ottenuto la possibilità di riconoscere a questi ragazzi crediti formativi. Ma per loro è molto importante il riconoscimento anche da parte dei coetanei; per questo verranno fatte azioni di sensibilizzazione al valore della cura nelle scuole”.</p>
<p><strong>Il 19 maggio verranno presentate le linee attuative della legge regionale. Quali sono i suoi punti di forza?</strong></p>
<p>“Innanzi tutto vi è l’identificazione giuridica del caregiver familiare. Inoltre viene riconosciuto il diritto ad avere una serie di servizi importanti: informazione, ascolto pieno, interazione con i servizi territoriali. Infine riconosce la possibilità di avvalersi di un’opportunità formativa e che vengano riconosciute le competenze acquisite nel dare cura. Accanto a ciò possono funzionare molto bene i gruppi di auto mutuo aiuto di caregiver familiari”.</p>
<p><strong>A che punto è l’iter della legge nazionale?</strong></p>
<p>“Il testo della legge emiliana ha portato altre realtà regionali a riflettere sul fenomeno. La Campania, per esempio, ne ha approvata una sul modello della nostra. E’ stato depositato alla Camera e al Senato un testo di legge, che è ora in corso di disamina da parte della commissione Lavoro del Senato. I nodi da risolvere sono le risorse disponibili e i tempi. Ci auguriamo che la legge venga approvata nel corso di questa legislatura”.</p>
<p><em>Fonte: <a href="http://sociale.regione.emilia-romagna.it" target="_blank">http://sociale.regione.emilia-romagna.it</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Corso sugli ausili a Bologna</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 10:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli dalla rete]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ausili e soluzioni per la qualità della vita: nozioni di base. Il primo approccio al mondo degli ausili e dei servizi. Venerdì 12 e Sabato 13 maggio 2017 Ore 9.00 – 17.30, presso l'Area Ausili di Corte Roncati Az. USL di Bologna.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ausili e soluzioni per la qualità della vita: nozioni di base<br />
Il primo approccio al mondo degli ausili e dei servizi<br />
Venerdì 12 e Sabato 13 maggio 2017 Ore 9.00 – 17.30<br />
Presso: <a href="http://www.ausilioteca.org/dove_siamo" target="_blank"><strong>Area Ausili di Corte Roncati Az. USL di Bologna</strong></a></p>
<p><strong>Programma dettagliato:  <a href="http://www.ausilioteca.org/corsobaseausili" target="_blank">www.ausilioteca.org/corsobaseausili</a></strong></p>
<p><strong>Obiettivi: </strong>Il corso intende fornire un primo approccio conoscitivo di base al mondo degli ausili e delle soluzioni per l’autonomia, per evidenziare il ruolo che queste soluzioni possono giocare rispetto alla qualità della vita delle persone con disabilità e del loro contesto.<br />
In una forma semplice e facilmente fruibile verranno presentate le principali categorie di ausili e di soluzioni per facilitare attività e partecipazione nei diversi contesti e momenti della vita: dagli ausili per l’autonomia nella vita quotidiana alle soluzioni per mobilità e postura, la comunicazione, gli apprendimenti, il controllo dell’ambiente e la fruizione della casa. L’esposizione sarà guidata da precisi criteri metodologici e prevede la presentazione di esperienze e la presa di contatto diretta con gli ausili presenti nella mostra. Si verrà infine a conoscenza dei centri dell’Area Ausili di Corte Roncati dell’Az. USL di Bologna, servizi specializzati nel fornire consulenza e indirizzo per individuare le soluzioni di ausilio più appropriate.</p>
<p>A chi è rivolto: Si rivolge a tutti coloro che sono coinvolti in percorsi di vita di persone con disabilità, ma non hanno ancora una conoscenza organizzata del mondo degli ausili: persone con disabilità, familiari o volontari, operatori professionali, rappresentanti di associazioni, enti o istituzioni, studenti, ecc… Verrà data priorità di iscrizione a coloro che non abbiano già frequentato corsi di Area Ausili.</p>
<p><strong>ISCRIZIONE</strong><br />
Il corso è gratuito, sono previsti crediti ECM per personale sanitario.<br />
Per partecipare è indispensabile la prenotazione online previa iniziale registrazione al portale (NON SONO POSSIBILI PRENOTAZIONI TELEFONICHE O VIA EMAIL) in base alle informazioni sottostanti</p>
<p><strong>PER OPERATORI NON REGISTRATI AL NOSTRO PORTALE:</strong><br />
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<p>Terminata la compilazione il programma invierà automaticamente una ricevuta riepilogativa per mail, da non confondere con la CONFERMA DI ISCRIZIONE che arriverà successivamente, una volta valutata la graduatoria da parte della segreteria organizzativa, che invierà apposita conferma.</p>
<p>ATTENZIONE, visto il numero limitato di posti disponibili, la partecipazione all’evento formativo è subordinata all’accettazione dell’iscrizione.</p>
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		<title>Figli badanti e sandwich generation: a che punto è la legge sui caregiver?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 09:10:54 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Articoli dalla rete]]></category>
		<category><![CDATA[Caregiver Day]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Senato in questi giorni sta esaminando tre proposte di legge sul tema. L'intervista di Sara De Carli, giornalista di <strong><a href="http://www.vita.it" target="_blank">Vita</a></strong>,  a Loredana Ligabue, Direttore di Anziani e non solo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un milione di italiani si prende cura di genitori non autosufficienti. Quasi il 40% di chi lavora ha un famigliare a cui dare assistenza. Il tema del riconoscimento del lavoro di cura non è solo una questione individuale ma sociale. Il Senato in questi giorni sta esaminando tre proposte di legge sul tema. Ecco il punto</p>
<p>Figli badanti, storie di «eroi per casa». Il Corriere della Sera dedica oggi una doppia pagina a quel «milione di italiani che dedicano un pezzo importante delle loro giornate (e nottate) ad assistere genitori o parenti non più autosufficienti». Storie «di sacrifici e rinunce, a volte di eroismo, spesso di sofferenza». Un «lavoro difficile», quello del «figlio badante» e con le sue malattie professionali.</p>
<p>A giorni è attesa in Commissione Lavoro del Senato la presentazione di un testo unificato, per procedere con l’esame delle tre proposte di legge presentate per dare riconoscimento e supporto alle persone che danno assistenza a un parente. Con il riconoscimento entrerebbe quindi anche nella legge italiana il termine già usato nei paesi anglossassoni: caregiver famigliari.</p>
<p>I testi in esame sono tre, piuttosto differenti fra loro: il 2048 di Cristina De Pietro, Misure in favore di persone che forniscono assistenza a parenti o affini anziani; il 2128 a firma di Laura Bignami, Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare (lo abbiamo presentato qui) e il 2266 a firma di Ignazio Angioni, Legge quadro nazionale per il riconoscimento e la valorizzazione del caregiver familiare (ne abbiamo parlato l’anno scorso in occasione della presentazione della pdl). Nell’ultima seduta della Commissione Lavoro Maurizio Sacconi, il presidente, ha evidenziato «la necessità di un confronto con il Governo volto in via preliminare a individuare le risorse disponibili. A fronte dell&#8217;impossibilità del Governo di quantificare al momento stanziamenti sufficienti, suggerisce di definire, prima di tutto, la figura del caregiver familiare come presupposto normativo di future misure di sostegno finanziario da attuarsi con la legge di stabilità o con altri provvedimenti. In questo modo si potrebbero riconoscere immediatamente adeguate tutele alla figura, affidando a successivi interventi l&#8217;allocazione delle risorse». Proposta dinanzi a cui il senatore Angioni ha ricordato che «il tema è da quattro legislature all&#8217;attenzione del Parlamento» e ribadito che è «assolutamente necessario giungere a una tipizzazione della figura, senza per questo nascondersi le carenze dei servizi pubblici alla persona» e ha suggerito «al Governo una verifica su alcune misure che ritiene assolutamente essenziali, come le detrazioni fiscali o l&#8217;estensione al caregiver dei benefici della legge n. 104».</p>
<p>Loredana Ligabue<br />
Loredana Ligabue è la direttrice della cooperativa Anziani e non solo, di Carpi e segretaria dell’Associazione Carer, che in Emilia Romagna riunisce associazioni e famigliari, un primo nucleo di movimento per i diritti dei caregiver famigliari. Ha lavorato dal basso sia per la legge regionale dell’Emilia Romagna, approvata nel marzo 2014, la prima in Italia a riconoscere la figura del caregiver famigliare, sia per proposte di legge depositata al Senato da Ignazio Angioni.</p>
<p>Che novità ci sono sull’iter della legge?<br />
Attendiamo il testo unico. Era atteso per il 29 marzo, se servono alcuni giorni in più per avere un testo migliore, d’accordo. Intanto per la prima volta su questo provvedimento sono state fatte delle consultazioni via web, la Commissione Lavoro cioè ha audito molte realtà esperte chiedendo l’invio di note di commento, memorie, documenti: questo ha molto velocizzato le audizioni, è stata una scelta positiva e ha consentito di incontrare molti soggetti. Spiace che alcune realtà, anche grandi, abbiano scelto di non inviare materiali per dissenso rispetto alle audizioni via web, non di persona.</p>
<p>Perché serve una legge sui caregiver famigliari?<br />
Il senso forte della proposta del senatore Angioni rispetto ad altre proposte più mirate su gruppi particolari, ad esempio chi assiste disabili gravissimi, è l’avere un approccio sociale al tema dei caregiver. Non possiamo approcciarci ai caregiver come a un target, un gruppo particolare, singoli individui: quello del dare cura è un problema che ha assunto un peso importante e che crescerà ancora, legato alla demografia. Ormai è un aspetto pervasivo della nostra società e come tale dobbiamo trattarlo. La non autosufficienza sarà sempre più non l’esperienza di un tempo breve, ma una realtà di 8-12 anni. E lo sarà per numeri sempre più elevati di anziani. Questo genera un cambiamento di paradigma, bisogna tenere conto di questo cambiamento sociale e demografico, che riguarderà milioni di persone. Questo è l’approccio della proposta di legge 2266.</p>
<p>Però c’è chi sottolinea che non sono previsti benefici rilevanti, come ad esempio i contributi per avere il prepensionamento. Perché il riconoscimento non è solo una parola?<br />
Il riconoscimento è fondamentale perché da lì discende tutto. Senza quello non ho un soggetto a cui riconoscere diritti. Diritti della persona che assiste, non della persona con disabilità o non autosufficiente, distinguiamo bene. Perché non è che io per il solo fatto di essere famigliare di una persona con disabilità o non autosufficiente ho dei diritti: i diritti della persona con disabilità sono in capo a lei, io ho dei diritti nella misura in cui intervengo a dare assistenza a quella persona. Noi prevediamo che nei progetti assistenziali individualizzati e nei progetti di vita venga scritto quali compiti si assume il caregiver famigliare, dando così uno “strumento” formale per pesare il carico di cura del famigliare e qui c’è spazio per riconoscere tutte le sfumature delle diverse situazioni esistenti. Il caregiver famigliare però è dentro la rete dei servizi, accanto agli operatori. Per noi la cura non è un fatto privato, tra il caregiver e la persona che assiste, è un fatto sociale. Un’altra cosa fondamentale è la libera scelta e se non hai servizi, se non hai alternative, sei obbligato a dare tu assistenza: ma con l’obbligo scattano problemi.</p>
<p>Questa proposta punta molto sulla conciliazione, perché?<br />
Perché già oggi il 36-40% dei lavoratori ha un problema di cura e di assistenza. Quindi c’è la necessità di una conciliazione fra cura e vita personale come pure fra cura e vita lavorativa. Nel momento in cui diamo alla cura un riconoscimento sociale, daremo alla cura anche servizi di supporto. Intendo servizi ma anche welfare aziendale, perché è evidente con i numeri che dicevo prima che anche le aziende dovranno porsi il problema, non relegarlo all’ambito individuale. Al prossimo Caregiver Day di maggio porteremo la testimonianza dell’associazione di imprese a sostegno dei caregiver famigliari nata in Gran Bretagna e noi stessi stiamo iniziando a fare presentazioni dentro le aziende. Questo è fondamentale perché la monetizzazione del lavoro di cura significherebbe riportare le donne a casa, a dare cura agli anziani. Noi difendiamo invece la dimensione sociale della cura, che tra l’altro è da sempre una richiesta del movimento delle donne.</p>
<p>Cosa spera possa accadere, realisticamente, in Parlamento?<br />
Che si cominci ad agire. Cominciare ad agire probabilmente non vuol dire portare a casa tutto ciò che sogniamo ma iniziare a fare il passo oltre una riconoscibilità oggettiva, per essere soggetti di diritto.<br />
<strong><br />
Articolo tratto da: <a href="http://www.vita.it/it/article/2017/04/06/figli-badanti-e-sandwich-generation-a-che-punto-e-la-legge-sui-caregiv/142984/" target="_blank">http://www.vita.it/it/article/2017/04/06/figli-badanti-e-sandwich-generation-a-che-punto-e-la-legge-sui-caregiv/142984/</a></strong></p>
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		<title>Torino: cure domiciliari per persone non autosufficienti</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 16:00:08 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Articoli dalla rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Loredana Ligabue partecipa al convegno che si tiene a Torino il 14 dicembre con l'intervento "Una voce fuori Regione: l'esperienza dell'Emilia Romagna
sul sostegno ai caregiver formali e informali". Appuntamento al GAM Sala Conferenze C.so Galileo Ferraris 30 - Torino]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Torino, GAM Sala Conferenze C.so Galileo Ferraris 30 &#8211; Torino<br />
Convegno: Cure domiciliari per persone non autosufficienti  frontiera per le famigliee nuove profesionalità.</p>
<p>Loredana Ligabue partecipa al convegno che si tiene a Torino il 14 dicembre con l&#8217;intervento &#8220;Una voce fuori Regione: l&#8217;esperienza dell&#8217;Emilia Romagna sul sostegno ai caregiver formali e informali&#8221;. </p>
<p>Per informazioni, scarica il <a href="http://www.caregiverfamiliare.it/wp-content/uploads/Pieghevole-GAM-14-dicembre.pdf">programma completo</a></p>
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		<title>Convegno &#8220;A CURA DI TE: NOI CI SIAMO&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 10:12:49 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Articoli dalla rete]]></category>

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		<description><![CDATA[30 Novembre 2016 - TESTONI – PORRETTA TERME  Via Ranuzzi, 3- ALTO RENO TERME «A CURA DI TE: NOI CI SIAMO PER SOSTENERE LA FAMIGLIA A MANTENERE NELLA PROPRIA CASA GLI ANZIANI FRAGILI E CON DETERIORAMENTO COGNITIVO»]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema dell’assistenza dell’anziano con problemi di fragilità fisica e mentale sta assumendo sempre più i caratteri di una emergenza sociale. Diventa fondamentale definire politiche e strategie per un welfare più inclusivo, più preventivo che contrasti i fenomeni di solitudine e perdita dell&#8217;autosufficienza.</p>
<p>Il convegno affronterà dunque la tematica della fragilità della popolazione anziana nei suoi differenti gradi di complessità, sia in termini di pianificazione che di programmazione delle azioni e delle risorse necessarie ad ottimizzare i servizi forniti<br />
all&#8217;utenza </p>
<p>30 Novembre 2016 TESTONI – PORRETTA TERME Via Ranuzzi, 3- ALTO RENO TERME «A CURA DI TE: NOI CI SIAMO<br />
PER SOSTENERE LA FAMIGLIA A MANTENERE NELLA PROPRIA CASA GLI ANZIANI FRAGILI E CON DETERIORAMENTO<br />
COGNITIVO»</p>
<p><a href="http://www.caregiverfamiliare.it/wp-content/uploads/Porretta_terme_Programma.pdf">Scarica il programma</a></p>
<p>Per info e iscrizioni: segreteria organizzativa 3407790651</p>
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		<title>Convegno Le demenze: tra prevenzione e modelli di cura</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2016 10:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli dalla rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Bologna, venerdì 18 novembre 2016. Loredana Ligabue, direttore di Anziani e non solo, presenta, con Maurizio Rocca (ASP Catanzaro - Direttore del Distretto Catanzaro Lido),  l'intervento "Il ruolo dell’inclusione sociale: le reti ed il caregiver". ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La demenza costituisce un rilevante problema di sanità pubblica che il mondo sta cercando di affrontare a vari livelli: dalla diagnosi precoce e ricerca di cure farmacologiche alla gestione ; l’obiettivo è migliorare la qualità e l’appropriatezza delle cure (e quindi la qualità della vita di chi ha problemi cognitivi e di chi lo assiste) attraverso interventi psicosociali diretti alla persona con demenza, ai familiari /caregivers ed agli operatori.</p>
<p>Il convegno, alla luce della pubblicazione del Piano Nazionale per le Demenze (GU n° 9 del 13.01.2015) e del nuovo progetto demenze della Regione Emilia-Romagna (DGR 990/2016) , organizzato dalla Associazione Italiana di Psicogeriatria regionale, ha l’obiettivo di promuovere<br />
non solo la sensibilizzazione sul tema ma anche di fare il punto della situazione sugli interventi in atto che prevendono oggi, sulla base della più recenti evidenze scientifiche, non solo la possibilità di prevenzione ma anche la possibilità di interventi innovativi di assistenza<br />
e cura e la crescita di una “nuova cultura” di comunità che, oltre a combattere lo stigma (alimentato da paura ed ignoranza), guardi in modo nuovo la persona con demenza come soggetto portatore di desideri , interessi e soprattutto di “vita”, una vita che vuole e deve essere il più possibile “normale”.</p>
<p><a href="http://www.momedaeventi.com/medias/142-aipbo2016.pdf" target="_blank"><strong>Scarica il programma</strong></a></p>
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